Ambiente

A Matera denunciati responsabili dell’Ente Parco della Murgia Materana per la realizzazione abusiva di sentieri

Per l'Ente Parco "i lavori non sono abusivi"

Carabinieri Forestali di Matera  hanno denunciato sei persone tra cui il responsabile dell’Ente Parco Della Murgia Materana  per lavori non autorizzati in area sottoposta a vincolo idrogeologico. Durante un controllo in località “Murgia Timone- San Falcione” in territorio di Matera, i militari hanno accertato la realizzazione non autorizzata di alcuni sentieri con scavo, spandimento di ghiaia e successiva copertura con terreno vegetale.     Le piste, aventi una lunghezza di circa 200 metri e larghezza di circa 60 cm.,  erano state realizzate in area di riserva integrale e generale nel Parco, vincolata idrogeologicamente, ove “non sono consentiti scavi, sondaggi, terrazzamento o costruzioni di qualsiasi genere” in sintonia con il Piano del Parco della Murgia.

I vertici dell’Ente Parco esprimono notevole stupore e disappunto per aver appreso da fonti esterne la notizia apparsa sulla stampa circa la realizzazione di lavori definiti “non autorizzati” nell’area del Parco, notizia, peraltro, diffusa in assenza di alcuna comunicazione all’Ente di tali procedimenti. Ancora maggiore è il disappunto nell’apprendere, sempre dalla stampa, che i militari della stazione carabinieri forestali avrebbero denunciato i responsabili dell’Ente per aver effettuato questi lavori “abusivamente”. Si ribadisce che i lavori in questione non sono affatto abusivi ma regolarmente autorizzati dal Comune di Matera con permesso a costruire per lavori da effettuare sul piazzale del Belvedere e interventi sulla sentieristica di Murgia Timone, rilasciato in data 27/12/2016; gli stessi sono corredati di parere favorevole della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio in data 12/12/2016 e di Valutazione di Incidenza Ambientale rilasciata in data 18/04/2017 dal Dipartimento Ambiente per la riqualificazione dei sentieri e dei percorsi pedonali nel territorio del Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri. Documenti ampiamente già messi a disposizione degli organi di controllo. Tale progetto, tra l’altro, è stato approvato e finanziato con fondi FESR dalla Regione Basilicata e riguardanti in particolare non la realizzazione di nuovi sentieri ma esclusivamente interventi di manutenzione sulla sentieristica storica esistente ed apposizione di cartellonistica nel totale rispetto del Piano del Parco. Siamo, altresì, sorpresi nell’apprendere questioni relative al Vincolo Idrogeologico dal momento che l’area oggetto di intervento non è inclusa e non è riportata cartograficamente tra le aree sottoposte a tale vincolo e quindi non a vincolo ex R.D. 3267 del 1923, ricordando che la cartografia è l’unico documento ufficiale che indica l’apposizione e la efficacia di tale vincolo. Tanto si doveva per riportare la discussione nell’alveo della giusta e corretta informazione e per interrompere con fermezza un’attività lesiva dell’immagine di un Ente che espleta, con mille difficoltà, e nel migliore dei modi, la mission che gli compete da statuto. Il nostro Ente costituisce un modello a livello nazionale per le buone pratiche in campo naturalistico tanto da essere stato inserito nella Piattaforma delle Conoscenze del Ministero dell’Ambiente. Pertanto L’ente Parco attiverà con immediatezza ogni iniziativa e procedura per tutelare la propria immagine, i propri operatori ed i propri diritti.

 

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