Ambiente

E’ realtà il Parco naturale regionale del Vulture

Il Consiglio regionale approva a maggioranza il disegno di legge sull’istituzione dell’area naturale

Il Consiglio regionale  ha approvato a maggioranza (con 15 voti favorevoli di Pd, Psi, Pdl- Fi, M5s, Udc e Gm  1 voto contrario di Lb-Fdi) il disegno di legge della Giunta sulla istituzione del Parco naturale regionale del Vulture. L’area del Parco naturale regionale del Vulture comprende i territori dei Comuni di Atella, Barile, Ginestra, Melfi, Rapolla, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte e San Fele. Costituiscono aree contigue  quelle non comprese nel perimetro del Parco e ricomprese nella delimitazione del bacino idrominerario del Vulture. “I singoli Consigli comunali, con propria deliberazione da comunicare al presidente della Comunità del Parco ed al presidente della Giunta regionale, stabiliscono (emendamento Romaniello) l’inserimento nel perimetro del Parco delle aree contigue ricadenti nel proprio territorio”. Su questo tema un ordine del giorno, proposto da Lacorazza (Pd) ed approvato all’unanimità dall’Aula impegna il presidente della Regione “affinché nella prima seduta utile della Comunità del Parco vengano valutate ed attivate le procedure di ampliamento”. Previsti diversi livelli di tutela: nel livello 1 sono compresi territori di elevato interesse naturalistico e paesaggistico con insistente o limitato grado di antropizzazione, il livello di tutela 2 include territori di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e culturale con limitato grado di antropizzazione, a tale livello di tutela sono sottoposte le aree che non rientrano nei livelli di tutela 1 e 3; il livello di tutela 3 racchiude territori di rilevante valore paesaggistico, storico e culturale con elevato grado di antropizzazione, a tale livello sono sottoposti gli ambiti urbani, periurbani ed extraurbani produttivi, individuati nei regolamenti urbanistici vigenti. Tra le finalità della istituzione del Parco del Vulture quella di tutelare e conservare le specie e gli habitat naturali nonché valorizzare le caratteristiche geologiche, paesaggistiche, storico-archeologiche e paleontologiche del territorio con particolare riferimento alla emergenza ambientale, geomorfologica ed idrogeologica costituita dai laghi vulcanici di Monticchio e del monte Vulture; proteggere le specie animali e vegetali autoctone nell’area naturale, organizzare il territorio per la fruizione per un’utenza ampliata (disabili, anziani e bambini) a fini culturali, scientifici, didattici, turistici e ricreativi, promuovere lo sviluppo sostenibile mediante la riduzione della produzione di rifiuti con la attivazione di raccolta differenziata e l’utilizzo o la produzione di energie a basso impatto, agevolare, anche in forma cooperativa, le attività produttive compatibili. “Un’offerta spezzettata di servizi non ha la stessa forza ed efficacia che racchiude in sé l’istituzione di un Parco – è il commento dell’assessore all’Ambiente e Energia della Regione Basilicata Francesco Pietrantuono – che armonizza al suo interno voci differenti, ma legate da un unico sistema di controllo, gestione e fruizione di beni e servizi. La nascita di un nuovo Parco risponde alla crescente domanda da parte di un’utenza esigente che oggi cerca il contatto con la natura e va al tempo stesso alla ricerca di nuove proposte turistiche e culturali”.

 

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