Cronaca

Pakistan e Nigeria al centro di un’importante giornata per la cooperativa lucana Auxilium

In mattinata il fondatore Angelo Chiorazzo ha partecipato all’udienza privata a Roma, in Vaticano, che Papa Francesco ha concesso all’Associazione Missione Shahbaz Bhatti e ai due incontri che sono seguiti all’udienza: quello con il Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin e quello con il Sostituto alla Segreteria di Stato, l’arcivescovo Edgar Peña Parra, che in passato è stato nunzio in Pakistan. “Dite alle persone che incontrate che il Papa pensa al Pakistan”, ha detto Papa Francesco, che si è intrattenuto a lungo con i membri dell’associazione guidata dall’amico Paul Bhatti, che lotta contro le discriminazioni religiose e violente dando assistenza alle vittime di false accuse come Asia Bibi.  Il cardinale Parolin, che conosce a fondo la realtà dei cristiani nel più popoloso Paese islamico del mondo, ha spiegato durante l’incontro con l’associazione che “La Santa Sede sogna un mondo senza minoranze, ovvero un mondo dove nessuno, al di là dei numeri, si senta minoranza”. Il Pakistan come la Giordania, la Siria, l’Iraq, il Kenya, la Repubblica Democratica del Congo, la Nigeria sono Paesi ai quali ci sentiamo particolarmente legati, anche per alcune iniziative a favore della popolazione che abbiamo promosso in questi anni. Nel  pomeriggio, visita alla  sede romana di via Sicilia, di Florence Ozor, nigeriana, attivista per i diritti delle donne, che riuscì nel 2014 a calamitare l’interesse del mondo sulla campagna #BringBackOurGirls, per liberare le studentesse rapite dall’organizzazione fondamentalista Boko Haram. L’incontro con Florence Ozor, a Roma per il meeting della Attua – Fondazione di partecipazione attiva, presieduta dal senatore Gianni Pittella che l’accompagnava, è stato “una straordinaria occasione di dialogo e confronto sulla situazione in Nigeria e sulle persone che migrano in cerca di un futuro migliore”. “Non possono esserci politiche migratorie che non partano da principi di umanità”, ha detto la Ozor.

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