Economia

Basilicata: per Bankitalia, nel 2019 dinamica economica è negativa

“Nei primi nove mesi del 2019 la dinamica dell’attivita’ economica in Basilicata e’ diventata lievemente negativa”: e’ la sintesi dell’aggiornamento
congiunturale dell’analisi dedicata alla economia della Basilicata, presentato stamani, a Potenza, nella filiale della Banca d’Italia. Il documento e’ stato illustrato ai giornalisti dal direttore della filiale, Carmelo Salvatore Brunetto, dal coordinatore del rapporto, Vincenzo Mariani, e dal responsabile dell’ufficio analisi e ricerca economica della sede di Bari, Maurizio Lozzi. La situazione “lievemente negativa” dell’economia lucana – “dopo la lieve crescita registrata nel 2018” – e’ legata all’interruzione della crescita nel settore industriale, “per effetto del calo della produzione manifatturiera ed estrattiva”, con una riduzione del fatturato e una nuova riduzione della produzione di petrolio e gas naturale. E’ da notare che la
riduzione delle estrazioni, se confermata alla fine del 2019, portera’ ad una riduzione dei diritti di sfruttamento destinati alle casse della Regione Basilicata. Anche le esportazioni, l’80 per cento delle quali sono legate al comparto dell’auto, sono diminuite nei primi nove mesi del 2019, “dopo la crescita registrata nel 2018”. Nel rilevare che “nel settore delle costruzioni la fase ciclica resta debole”, con “il numero di compravendite di immobili residenziali che resta comunque inferiore di quasi un quarto rispetto al picco del primo semestre del 2010”, gli analisti hanno sottolineato
l'”ulteriore crescita” dell’andamento turistico: i visitatori “italiani e, soprattutto, stranieri”, sono in aumento. Per quanto riguarda l’occupazione, i livelli in Basilicata, “benche’ in crescita, rimangono inferiori di circa seimila unita’ rispetto al picco precedente la crisi economico-finanziaria del 2008”. Non sono negativi i dati sull’intermediazione finanziaria perche’ “il sistema bancario – ha spiegato Lozzi – accompagna il sistema produttivo”, anche se i prestiti aumentano prevalentemente per le imprese con almeno 20 addetti. Resta, per famiglie e imprese, una chiara “incertezza riguardo agli investimenti”. Nel pomeriggio, a Matera, Lozzi presentera’ una
relazione ricca di dati sulla spesa per investimenti, sulla spesa pubblica (con riferimento anche al residuo fiscale) e sul tema dell’autonomia differenziata. 

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