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Scuola: oggi a Potenza protesta dei docenti

Appuntamento alle 18.30 in piazza M.Pagano per dire “no alla didattica a distanza”

Docenti, personale Ata, studenti e famiglie si ritroveranno in 60 piazze italiane per dire No alla didattica a distanza e chiedere il ritorno a scuola in presenza e in sicurezza. L’appuntamento è per oggi. A Potenza presidio in
piazza Mario Pagano alle 18.30. Durante la chiusura delle scuole nel periodo del lockdown i docenti hanno mantenuto vivo il dialogo scolastico-educativo con la didattica a distanza, inevitabile durante l’emergenza
sanitaria. Ma la scuola è un’altra cosa, è relazione, empatia, contatto, non è addestramento e si può fare solo in presenza. Bisogna superare l’emergenza
educativa per far sì che in classe gli studenti acquisiscano il sapere necessario per partecipare criticamente ai processi storico-sociali. I Cobas scuola insieme ad altre realtà associative partecipano attivamente con docenti ed Ata alla giornata di mobilitazione nazionale, lanciata inizialmente dal gruppo di «Priorità alla scuola». Per far ripartire a settembre la scuola in sicurezza occorre: investire risorse per almeno 15 miliardi di euro. Anche sfruttando, soprattutto nel meridione, i fondi strutturali del periodo 2014-2020 ancora non utilizzati; ridurreil numero di alunni per classe (max 15); un piano straordinario per l’edilizia scolastica: per ristrutturare i locali in uso (in Italia, l’età media è di oltre 50 anni) e individuarne nuovi, recuperando il patrimonio immobiliare pubblico sfitto e determinando grandi opportunità occupazionali; assumere immediatamente tutti i precari, docenti e Ata, con almeno 36-24 mesi di servizio. Se non verrà fatto a settembre mancheranno circa 200.000 dipendenti dire No ai piani Colao, Bianchi e dell’Anp (Associazione Nazionale Presidi) sulla scuola, il cui comune denominatore, figlio
dei desiderata di Confindustria è il pieno compimento del processo di gerarchizzazione e aziendalizzazione iniziato con l’autonomia scolastica. Dire no a qualunque forma di esternalizzazione del lavoro docente e
Ata, assumendo a tempo indeterminato tutto il personale che, senza dipendere dal Miur, lavora nelle scuole (assistenti alla autonomia, alla comunicazione ecc.). Ridare centralità alle esigenze degli alunni diversabili, tra i più discriminati dalla Didattica a distanza; estendere il tempo pieno in tutte le regioni d’Italia; dire No alla distruzione del gruppo classe e alla costituzione di classi omogenee per livello; dire No alle
ore di 40 minuti; dire No al finanziamento delle scuole private.
Carmen D’Anzi

docente

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