Matera 2019

Matera 2019, scambi culturali tra Basilicata e Nuova Zelanda

Al via una serie di iniziative tra le due comunità

Si rafforza sempre più il legame tra Basilicata e Nuova Zelanda. Una serie di iniziative, volte ad incrementare gli interscambi culturali tra le due comunità, è stata presentata nella città dei Sassi nel corso della mostra di pittura, alla Fondazione “Le Monacelle”, dell’artista maori Joseph Rickit, che vive da alcuni anni a Irsina. La volontà di rafforzare il legame tra le due realtà è stata ribadita più volte dall’ambasciatore della Nuova Zelanda in Italia, Patrick Rata, dagli assessori alla cultura del Comune di Irsina, Anna Maria Amenta e al bilancio di Matera, Eustachio Quintano, presenti all’incontro. Centrale nel progetto di interscambio sarà la creazione di una residenza per artisti neozelandesi, proprio ad Irsina, dove già è attiva l’associazione Arte Itali Tautoko Maori-Basilicata. Nel corso dell’incontro sono stati inoltre illustrati progetti indirizzati ai ragazzi delle scuole dell’obbligo per favorire la conoscenza della cultura maori attraverso la partecipazione  che a Irsina, e l’anno prossimo anche in a  laboratori artistici e musicali sulla cultura maori.

PRESENTATO A ROMA  PROGRAMMA DI MATERA 2019

Aperta e proiettata verso il futuro, così la fondazione Matera Basilicata 2019 immagina la città dei Sassi. Una filosofia che si ritrova nel programma di Matera 2019 presentato a Roma dal direttore della fondazione Paolo Verri. I festeggiamenti, che coinvolgeranno l’intera cittadinanza, avranno inizio il 19 gennaio 2018  con un countdown di un evento al mese per tutto l’anno. L’apertura ufficiale è invece fissata per il 19 gennaio 2019 quando la città sarà “invasa” dalla musica festante di  131 bande provenienti da tutti i comuni della Basilicata, 20 dalle altre regioni italiane e 27 da tutta Europa.

Quattro le mostre in calendario: la prima ”Ars Excavandi”, esposizione internazionale sulla storia dell’architettura ipogea e rupestre che lega a Matera tutte  le città  ”scavate” nella pietra. Altre esposizioni evento saranno anche quelle dedicate al ”Rinascimento riletto”, dal punto di vista del Sud, ed alla ”La poetica dei numeri primi”. Di sicuro interesse sarà l’ ”Osservatorio dell’antropocene”, sulle modifiche climatiche, territoriali, oceaniche e della biosfera riconducibili all’uomo. Pilastri del programma, i progetti dell’ODS-Open Design School, e dell’I-Dea, l’Istituto Demo-Etno Antropologico, che opererà  come un museo diffuso. Il 20 dicembre 2019 per una  chiusura in grande stile, la fondazione collaborerà  con Longplayer Trust, componimento

musicale della durata di mille anni, concepito da Jem Finer, iniziato a mezzanotte del 31 dicembre 1999 e che continuerà  fino all’ultimo istante del 2999.

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