Politica

Basilicata: Pittella, Pd e centro sinistra cerchino soluzioni utili

Il Pd, il centrosinistra  ricerchino le soluzioni che ritengono piu’ utili”: cosi’, con una frase esplicita, l’ex Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd), rimette in gioco la sua candidatura alle prossime elezioni regionali. Pittella – agli arresti domiciliari dal 6 luglio al 24 settembre scorso nell’ambito di un’inchiesta su concorsi
truccati nella sanita’ lucana – ha scritto una lunga lettera per spiegare di avere anche pensato di dimettersi ma di non averlo fatto per “un sentimento di responsabilità ” e perche’ le dimissioni avrebbero impedito al consiglio regionale di non approvare “atti importanti”. Nell’evidenziare che la politica deve “costruire la squadra migliore, aperta, inclusiva, sensibile e che abbia conoscenza del territorio”, Pittella ha concluso dicendo che la Basilicata “merita ancora un instancabile impegno e lucidi sognatori”.

 

Di seguito il testo della lettera

“Mi hanno insegnato che ‘le parole si parlano, i silenzi si toccano’ e ne ho fatto tesoro. Ho scelto quest’ultimo  come doveroso segno di rispetto per la vicenda giudiziaria e la magistratura, per me stesso e i miei cari, per l’istituzione che rappresento e per la regione. Perche’ la rincorsa all’ultima parola mi e’ parsa una ingiustizia a cui nessuno dovrebbe prestarsi. Ho vissuto una vicenda difficile e sofferta, umanamente provante, istituzionalmente un impedimento grave non solo per me, ma per i lucani, soggetti ad un’emergenza che mai avrei voluto ne’ tanto meno immaginato. Tanto piu’ che i ritmi forsennati dell’amministrazione e il lavoro instancabile mi assorbivano nell’immaginare percorsi per questa regione, idee ed obiettivi da raggiungere, con coraggio e tenacia, passione e realismo. Nei tre mesi di detenzione domiciliare ho ripassato la sequenza di una vita intera, spesa fra professione e impegno politico e sociale. Ho riflettuto su come ho impiegato il tempo, che quasi mai e’ stato mio, piu’ spesso degli altri o per gli altri. Ho ripensato alle scelte politiche piu’ o meno recenti, compiute con assoluto spirito di unita’ per la comunita’ dem, ma senza rimpianti. Ho rivisitato errori e successi e pensato a questi cinque anni di governo per la Basilicata, alla sfida lanciata nel 2013, alle cose fatte, alle riforme avviate e ai freni incontrati, alla strada percorsa piena di ostacoli ed impedimenti, alla debolezza della politica, alla metamorfosi di alcuni corpi intermedi, all’abbandono dell’onesta’ intellettuale e parallelamente all’entusiasmo per i passi avanti, seppur piccoli”. “Ma – ha continuato – scelgo di non sciorinare i risultati raggiunti ne’ di raccontare quanto sia cambiata questa regione. I lucani sapranno giudicare e rileggere il tempo, lontani da ogni promessa populistica o narrazione strumentale. Negli ottanta giorni trascorsi ho assistito in silenzio, sostenuto dagli affetti e dalla fede, alle preventive condanne morali, ai frettolosi processi di piazza, fatti senza una conoscenza diretta, cancellando un uomo e la sua vita. Questo e’ il maledetto tempo che viviamo, dimentico di tutto, bulimico di giustizialismo pur che sia. Avrei dovuto dimettermi? Ci ho pensato qualche volta. Ma per chi vive la politica come una vocazione, la difesa di un principio diventa priorita’ anche rispetto a se stessi e alle difficolta’ personali che si vivono. Oppure tutto finisce, non e’ piu’ politica. Ogni cittadino e’ innocente fino a prova contraria. E’ prevalso poi in me un sentimento di responsabilita’, anzitutto perche’ consapevole degli atti importanti per i lucani che il Consiglio non avrebbe piu’ potuto licenziare con le mie dimissioni, ed in secondo luogo,  responsabilita’ nei confronti di una comunita’ politica cui dovevola mia investitura e a quella piu’ larga cui dovevo il mio successo elettorale. Pertanto, lo dico a chiare lettere: nessuno ha tenuto o tiene in ostaggio la Regione, come qualcuno ha detto. Ne’ ho intenzione di farlo. Dinanzi a noi si apre un tempo nuovo, che va vissuto a mio giudizio con lucidita’ e determinazione, nel segno di un disegno possibile per la Basilicata a cui vanno consegnati sogni realizzabili. Io sono fiero di questa regione, amo la mia terra, credo nella mia gente e nel suo futuro. Non mi appassionano in questo momento strategie politiche e nomi, ne’ voglio che il mio sia un’ancora che impedisce alla nave di salpare o peggio ancora che venga utilizzato come tale”. “Il Pd, il centrosinistra – ha scritto ancora Pittella – ricerchino dunque le soluzioni che ritengono piu’ utili. La politica deve fare la politica, nel senso piu’ nobile del termine. Indicare un orizzonte programmatico e costruire la squadra migliore, aperta, inclusiva, sensibile e che  abbia conoscenza del territorio. Questa regione merita ancora uomini che vivono l’impegno pubblico come scelta consapevole e non come spettacolo estemporaneo, sul quale puntare per avere fortuna. Questa regione – ha concluso – merita ancora un instancabile impegno e lucidi sognatori”.

 

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