Società

Al via la seconda edizione del “Royal Contest” promosso da Unibas e Shell Italia

Si è svolto nei giorni scorsi il primo incontro con gli studenti dell’Università di Basilicata che hanno scelto di mettersi in gioco partecipando alla seconda edizione del “Royal Contest”, il concorso indetto da Unibas e Shell Italia E&P che ha la finalità di stimolare gli studenti nella stesura di progetti di sviluppo per il territorio lucano, che prendano le mosse da una ipotetica dotazione di royalties petrolifere.  Non a caso il claim dell’iniziativa, che vuole replicare il successo della prima edizione svoltasi nel 2018, è “Come immagini il futuro?”, proprio per sottolineare il ruolo chiave che i giovani universitari devono nel dibattito della crescita e dello sviluppo del loro territorio. Una grande responsabilità, certo, che però i ragazzi che hanno aderito al programma hanno dimostrato da subito di volersi assumere con coraggio, dedizione e soprattutto entusiasmo. Agli studenti verrà fornito un supporto formativo di tre sessioni in modo da supportarli nella stesura del progetto, nonché per ampliare il loro bagaglio di conoscenza ed esperienza. Momenti formativi diversi da quelli che sono abituati ad affrontare in ambiente accademico, in quanto verranno veicolati attraverso designers, creativi, professionisti della comunicazione, in molti casi poco più che coetanei dei ragazzi stessi.

“Parlare di energia significa parlare di cultura, e parlare di cultura significa parlare di idee”: così Davide Bovio, marketing manager di Shell e ideatore dell’iniziativa, ha dato il via al primo training dal titolo “come nasce un’idea”, che si è svolto appunto di recente presso il Comincenter della sede di Macchia Romana di Unibas, e che è stato guidato da una coppia di creativi, Giuseppe e Riccardo, in arte “The Shipmate”: niente meno che le menti creative che stanno dietro il successo di alcuni tra i volti più noti della musica italiana degli ultimi anni. Dietro agli abiti da rapper di Giuseppe e Riccardo si nasconde in realtà un metodo di lavoro rigoroso, strutturato e a tratti faticoso che gli shipmate non hanno esitato a condividere con gli studenti. Curiosità: nessuno squillo di telefonino ha mai distratto i partecipanti che, anzi, hanno contribuito all’ottima riuscita del workshop, il che è sicuramente un fatto piuttosto insolito quando ci si trova in un ambiente informale che ospita circa 50 ragazzi poco più che ventenni! Ma è successo. Ed è certo che succederà anche nelle prossime giornate formative, perché chi si mette in gioco per un compito così importante e di ampio respiro sa bene che il percorso non sarà facile, ma che esperienza, nuovi stimoli e anche un po’ di divertimento non mancheranno di certo! Una cosa è certa: le premesse per replicare il successo dell’edizione 2018 ci sono tutte. I risultati furono a dir poco sorprendenti e, soprattutto, in netta controtendenza rispetto a certi clichè sui ragazzi del Sud. Il punto di partenza era lo stesso di quest’anno: immaginare (e redigere) un progetto di sviluppo avendo a disposizione (seppur ipoteticamente) una dotazione iniziale di cinquanta milioni di euro di royalties petrolifere. Unico requisito per l’ammissione dei progetti, che la finalità degli stessi fosse lo sviluppo sociale, economico, ambientale del territorio lucano o parte di esso. “I ragazzi hanno fatto un lavoro eccellente – questo il commento dell’ad di Shell Italia, Marco Brun, durante la cerimonia di premiazione del 16 maggio scorso – di cui siamo rimasti felicemente impressionati. E lo hanno fatto nel modo migliore, ovvero combinando creatività e rigore scientifico, portando a termine un impegno non facile. Per Shell questo concorso è stato non solo un passo avanti ulteriore nel proficuo rapporto che ci lega con l’Università della Basilicata, ma anche l’occasione di venire in contatto con tanti giovani e brillanti lucani che hanno dimostrato di amare la loro terra e di saper pensare in grande per essa mettendosi in gioco”. E la risposta non si è fatta attendere: oltre 70 gli iscritti, equamente divisi tra ragazzi e ragazze, e di tutte le facoltà. L’attenta partecipazione ai corsi dedicati si è toccata con mano il giorno della presentazione dei progetti, quando i dieci finalisti hanno esposto la loro idea di fronte ad una giuria composta da Ruggero Faggioni, coordinatore dell’Istituto Europeo del Design di Milano, dal professore di Economia Gianni Shiuma di Unibas e da Marco Brun, amministratore delegato di Shell Italia, mettendo insieme dunque esponenti del mondo della pubblicità e creatività, del mondo accademico e dal mondo industriale. I progetti finalisti del 2018 hanno spaziato dal turismo (ad esempio con la riconversione di vecchi tratti ferroviari abbandonati in attrazione turistica) al riciclo dell’olio di frittura esausto per produrre biocarburante, ad un sistema di recupero di monumenti abbandonati abbinato a un nuovo sistema di solidarietà sociale volto a favorire il ripopolamento dei piccoli centri. Di socio-cooperative tra agricoltori per rilanciare la filiera e recuperare aree rurali si è trattato in due progetti, mentre altri due hanno trattato il tema energetico (produzione di syngas e pannelli solari di ultimissima generazione). Un team ha invece immaginato la realizzazione di panchine per il verde pubblico derivanti dalla lavorazione dei rifiuti solidi urbani, e un altro infine, ha ideato un progetto per risolvere la mobilità di Potenza a 360°. I quattro gruppi vincitori (con un ex aequo per il primo posto), sono stati premiati con una visita esclusiva alla fabbrica di Ferrari a Maranello, con un soggiorno ad Amsterdam che ha previsto anche la visita allo Shell Technology Centre, per incontrare e toccare con mano le nuove tecnologie di domani, e con voucher libri.

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