Società

Impresa, legalità, sviluppo in movimento

È impossibile dissociare il Mezzogiorno da un’idea di imprenditorialità basata sulla valorizzazione del proprio territorio e delle proprie peculiarità. Nel Sud d’Italia il riflesso è pressoché immediato che ricada sulle imprese che, coraggiosamente, apportino valore creando beni, servizi e impiego. Quotidianamente, inoltre, il coraggio di fare impresa si delinea come naturale volano per un’economia depressa da fin troppo tempo e, finalmente, in grado di percepire un modello di rilancio sostanziale e sostenibile. Segreto in tutto ciò è riunire le professionalità e cercare di percepire il trend di progresso in atto. Il processo di globalizzazione e l’ inarrestabile e dinamico progresso tecnologico, ha ribaltato l’ oramai obsoleto modello di organizzazione aziendale. Vince chi si adatta al cambiamento! Diversi sono gli strumenti giuridici che hanno fatto ingresso nel panorama legislativo al fine di orientare sempre più le imprese verso l’ indotto dei mercati nazionali ed internazionali. In modo particolare, gli strumenti del rating di legalità e il rating di impresa, distinti ma convergenti e, introdotti dal Legislatore, il primo nel 2012, il secondo nel nuovo codice degli appalti ex art. 83, co. 10 del d.lgs. 50/2016, come veri e propri termometri – indicativi del  rispetto della legalità da parte delle imprese che ne abbiano fatto richiesta e, più in generale, del grado di attenzione riposto nella corretta gestione del proprio business e del sistema reputazionale dell’ azienda. All’attribuzione del rating l’ordinamento ricollega vantaggi in sede di concessione di finanziamenti pubblici e agevolazioni per l’accesso al credito bancario. Con, l’ introduzione, ancora, del d.lgs. 231/2001, la c.d. ” responsabilità amministrativa degli enti “, si avvia un “trialogo” ancora più decisivo e costruttivo tra Governo, impresa e società civile nella trasparenza del coinvolgimento del settore pubblico e di quello privato, congiuntamente, al fine di contrastare fenomeni di devianza e soprattutto corruzione. Il d.lgs 231/2001 risponde all’esigenza di «dialogo» fra le imprese e la PA nazionale, a fini di penetrazione della cultura della legalità «dal basso», così che l’attività di impresa non perda la propria autonoma dimensione etica, anche a fini di rafforzamento della fiducia dei consumatori nell’attività economica privata. E’ solo attraverso una buona cultura alla Legalità, dunque, che è possibile promuovere la crescita, l’occupazione e gli investimenti del nostro territorio. La sfida di noi giovani avvocati del futuro è quella di condurre a guardare oltre, di inseguire e governare i fenomeni di un contesto economico che velocemente cambia, sostenendo e tutelando

gli interessi di natura giuridica delle aziende per contribuire ai processi decisionali e gestionali delle imprese il cui obiettivo precipuo è lo sviluppo e l’ incremento del business per l’ inserimento in un contesto economico globale e legalmente orientato.

Avv. Filomena Russo

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