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Il greggio estratto a “Tempa Rossa” si raffinerà a Taranto

In quello che con molta probabilità è stato l’ultimo  Consiglio dei ministri del 2017  il Governo ha autorizzato  con i poteri sostitutivi l’adeguamento della raffineria Eni di Taranto ai fini dell’estrazione del greggio dai pozzi di Tempa Rossa, in Basilicata. Comune di Taranto e Regione Puglia si erano opposti ai nuovi mega serbatoi e al nuovo pontile per lo stoccaggio del petrolio. E così grazie ad un accordo raggiunto tra Eni e Total il trasporto di 20-30mila barili di petrolio al giorno da Corleto Perticara a Taranto avverrà attraverso l’oleodotto dell’Eni. L’intesa riguarda anche la raffinazione nella stessa raffineria tarantina dove già arriva il greggio della Val d’Agri, utilizzando i 26 serbatoi di stoccaggio già esistenti. La soluzione  non comporta alcun lavoro aggiuntivo. I due greggi, della Val d’Agri e di Tempa Rossa, ovviamente non si mescoleranno, ma viaggeranno in giorni diversi per essere stoccati e lavorati secondo i programmi concordati dalle oil company. “Il  Consiglio dei ministri ha concesso l’Autorizzazione unica per Tempa Rossa, nonostante il nostro parere politico contrario – ha  commentato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, aggiungendo che “avevamo rispettato l’indirizzo del Consiglio regionale che, alla unanimita’, ci aveva chiesto di esprimere parere contrario all’utilizzo” dell’oleodotto “Tempa Rossa per il trasporto del petrolio da Viggiano fino al porto di Taranto”. “Pero’ – ha concluso – devo anche dire che nella vicenda, per correttezza, noi non abbiamo ravvisato questioni tecniche ostative da questo punto di vista”.

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