Il Comune di Potenza ha disposto, con un’ordinanza sindacale, della durata di sei mesi, a cominciare dal primo febbraio, il divieto di attuare qualsiasi forma di accattonaggio e di mendicità, “specie se effettuati con modalità ostinate, moleste e minacciose, su tutto il territorio comunale e con particolare riferimento al centro storico e presso i cimiteri, alle diverse strutture ospedaliere/sanitarie, ai luoghi destinati all’esercizio del culto, all’interno e in prossimità dei mercati cittadini, davanti o in prossimità degli ingressi degli esercizi commerciali, degli uffici pubblici e presso intersezioni viarie cittadine”. E’ anche vietata “qualsiasi forma di mendicità e accattonaggio, ancorché non molesti, bivacco o utilizzo improprio di beni pubblici quando rechino intralcio alla circolazione o alla regolare fruizione e al decoro degli spazi e luoghi pubblici e aperti al pubblico. I divieti riguardano anche le aree di pertinenza dei trasporti pubblici e i mezzi di pubblico trasporto nonché le aree private aperte al pubblico”. Nel provvedimento si legge che la decisione è stata assunta anche “per prevenire e contrastare le situazioni che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l’accattonaggio con impiego di minori e disabili, ovvero riguardano fenomeni di abusivismo, quale l’illecita occupazione di spazi pubblici, o di violenza, anche legati all’abuso di alcool o all’uso di sostanze stupefacenti”. All’Amministrazione comunale sono giunte segnalazioni e reclami. L’inosservanza delle prescrizioni contenute nell’ordinanza comporta l’applicazione di una a sanzione amministrativa che va da 25 a 500 euro. Nel caso si accertino ripetute violazioni dell’ordinanza a carico di cittadini comunitari e non, verrà inoltrata all’autorità di pubblica sicurezza immediata richiesta di allontanamento dal territorio comunale o nazionale.
A Potenza ordinanza sindacale di divieto di accattonaggio
