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Approda a Roma il dossier per la candidatura di Aliano a Capitale italiana della cultura 2024

“Aliano. Sguardi oltre confine”. Questo il concept della candidatura di Aliano, il borgo lucano del confino di Carlo Levi in provincia di Matera, a Capitale italiana della cultura per il 2024.Il dossier è approdato a Roma e gli aspetti più significativi sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa presso il Teatro della Fondazione Nicolò Piccolomini per l’Accademia d’Arte Drammatica in via Aurelia Antica. Hanno partecipato tra gli altri Luigi De Lorenzo, sindaco di Aliano, Piero Marrese, presidente della Provincia di Matera, Annalisa Percoco, Fondazione Eni Enrico Mattei, Ennio Di Lorenzo, presidente  dei Parchi Letterari Carlo Levi e i Parchi Letterari della Basilicata. “L’evento è stato un momento per illustrare a Roma una candidatura che vuole rappresentare, dopo l’esperienza di Matera, un’occasione ulteriore per ricucire, a partire dalla cultura, le maglie territoriali della nostra regione, in un grande progetto di coesione sociale e territoriale”, ha affermato il sindaco Luigi De Lorenzo. “Se ancora tanto c’è da percorrere – ha aggiunto –  in termini di sviluppo, è proprio in quanto realtà al margine, per dimensione e posizione geografica, che Aliano è pronta a cogliere le sfide del presente per rafforzare il suo ruolo nella dimensione regionale e nazionale.
 Le ragioni della candidatura di Aliano a Capitale italiana della cultura 2024 risiedono in due ordini di motivazioni. Da una parte, affermare definitivamente, a livello nazionale e internazionale, attraverso Aliano e con l’intero territorio della Montagna materana, della Val d’Agri e del Metapontino, di Matera e dell’intera Basilicata, il modello culturale di una ruralità contemporanea.In aggiunta, supportare Aliano a Capitale italiana della Cultura 2024 equivale a promuovere un modello di sviluppo che, puntando a garanttire qualità, oltre che quantità, alle dinamiche innescate, sappia attivare un nuovo entusiasmo, produttivo e
e duraturo, per questi territori. “Un’azione culturale come politica pubblica che, partendo dalle fragilità, capovolga i paradigmi dello sviluppo, privilegiando anzitutto il sociale e la cultura identitaria” ha concluso il sindaco.

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