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Atti persecutori, un arresto e un divieto di avvicinamento eseguiti dalla Polizia a Matera

Un trentenne di origine albanese, ma residente a Matera, è stato arrestato dalla Polizia di Stato, e posto ai domiciliari, per maltrattamenti, atti persecutori e lesioni personali aggravate, commessi nei confronti della sua ex-compagna, materana. I particolari dell’operazione  sono stati illustrati  nel corso di una conferenza stampa in Questura a Matera, dal capo della Squadra Mobile il vice questore Fulvio Manco. Dalle indagini della Polizia partite dopo la denuncia della donna è emerso che le condotte vessatorie si sono realizzate nei primi mesi dell’anno in corso  durante un periodo di convivenza della coppia e si sono palesate in molestie, minacce, aggressioni fisiche e psicologiche. Dopo la decisione della donna di abbandonare la convivenza, l’uomo ha attuato  comportamenti persecutori finalizzati a riprendere la relazione della quale non ne accettava la fine, provocando alla donna un grave stato di ansia e paura, infondendole timore per la sua incolumità e determinando con i suoi comportamenti un cambiamento delle abitudini di vita. All’origine del comportamento dell’uomo vi era soprattutto la gelosia, dal momento che una delle aggressioni subìte dalla donna è riconducibile alla mancata comunicazione all’uomo della password per accedere al profilo Facebook per controllare i suoi messaggi e i suoi contatti. E sempre a Matera la Squadra Mobile  ha  notificato un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa a un quarantacinquenne materano per il reato di atti persecutori attuati  nei confronti della sua ex. L’uomo, non accettando la fine della relazione, ha reiteratamente molestato e minacciato la donna attraverso numerose telefonate ed sms e con appostamenti e pedinamenti. Ciò le ha provocato un grave stato di ansia e paura, infondendole timore per la sua incolumità e determinando il cambiamento delle abitudini di vita. La misura è stata applicata dal Gip del Tribunale di Matera, Angela Rosa Nettis su richiesta del pm Annafranca Ventricelli.

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