Respinto dal Consiglio di Stato il ricorso della Regione Basilicata contro la sentenza del Tar che nel 2017 aveva accolto il ricorso della Rockhopper, società che aveva ottenuto l’annullamento della delibera con la quale la Regione aveva espresso il proprio diniego al permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato ”Masseria La Rocca”, ricadente nei Comuni di Potenza e Brindisi di Montagna e presentato dalle società Eni, Total e Rockhopper. I giudici di Palazzo Spada hanno quindi confermato il verdetto che aveva dato ragione alle compagnie petrolifere. Il Tar, in primo grado, aveva evidenziato come la decisione finale sul permesso di ricerca spettasse alla presidenza del Consiglio dei Ministri e che, in ogni caso, il diniego al permesso di ricerca non doveva essere esplicitato a priori, ma soltanto dopo aver attivato le iniziative volte a superare il dissenso del Comune di Brindisi di Montagna e il Comitato No Triv. L’istanza che si riferisce ad un’area di 13,5 chilometri quadrati e prevedeva l’attuazione di un programma dei lavori che contemplava l’esecuzione di studi geologici e geochimici, il rilievo sismico per circa 20 chilometri, l’esecuzione di un rilievo magnotellurico e la perforazione di un sondaggio esplorativo della profondità di circa 7mila metri. Con la sentenza del Consiglio di Stato potrebbe quindi arrivare il via libera al permesso di ricerca.
Permesso ”Masseria La Rocca”, il Consiglio di Stato respinge il ricorso della Regione Basilicata
