Locali ed esercizi pubblici passati al setaccio in occasione della giornata internazionale della donna che si è celebrata lo scorso 8 marzo. Impegnati nell’operazione denominata ”Mimosa” le unità specializzate dell’Arma dei carabinieri appartenenti ai nuclei dell’Ispettorato del lavoro di Potenza e Matera, quelli del nucleo antisofisticazioni e diverse squadre di ispettori del lavoro dei due capoluoghi lucani. A Potenza, in particolare, sono stati 6 i locali pubblici ispezionati, tra i quali due ristoranti etnici a conduzione extracomunitaria. Numerose le irregolarità riscontrate dagli ispettori del lavoro, a seguito delle quali sono state sospese quattro attività imprenditoriali. Al loro interno il numero di lavoratori completamente al nero e’ risultata infatti superiore al 20% della forza lavoro complessivamente impiegata. Durante le ispezioni sono state controllate le posizioni lavorative di oltre 30 lavoratori dei quali 15 risultate al nero. In due dei sei locali ispezionati tutta la forza lavoro utilizzata è risultata non assunta e precisamente in un locale sei lavoratori su sei, in un altro esercizio quattro lavoratori su quattro. I militari dei Nas, al termine dei controlli hanno elevato sanzioni per illeciti amministrativi pari a 53mila euro. ”Numeri che confermano ancora una volta – sottolinea l’Ispettorato del lavoro nel comunicato diffuso per dar conto dei risultati dell’operazione – come i settori della ristorazione e dello svago siano particolarmente vocati al non rispetto delle norme sul lavoro, previdenziali e assicurative, come pure al mancato rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza, igiene e tutela alimentare”. Situazione, quest’ultima, emersa
anche dal rapporto delle attività portate avanti nel 2017 dall’Ispettorato del Lavoro, presentato nelle scorse settimane a Potenza. Il terziario, e in particolare il settore del commercio e dei lavori pubblici, già lo scorso anno era stato tra quelli dove si era concentrata la percentuale maggiore di irregolarità evidenziate nel corso delle ispezioni.
Quattro attività sospese, quindici lavoratori in nero e sanzioni amministrative per 53mila euro
