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Sequestrati beni e denaro a un clan della zona jonica

Beni mobili, immobili e disponibilita’ finanziarie situate a Policoro e a Scanzano Jonico – di proprieta’ di Gerardo Schettino e dei suoi
familiari, coinvolti in un’inchiesta della Direzione
distrettuale antimafia di Potenza che, nell’ottobre scorso, ha portato a numerosi arresti – sono stati sequestrati oggi dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Potenza. Schettino, che e’ un ex carabiniere, e’ considerato “promotore e capo dell’omonima organizzazione criminale di stampo mafioso operante a Scanzano Jonico e nell’intera fascia jonico-metapontina”. Secondo la Procura distrettuale antimafia,
la “pericolosita’” del clan “conferma il radicamento in Basilicata di gravi fenomeni di criminalita’ mafiosa”. Oggi la Guardia di Finanza ha eseguito il sequestro di “undici proprieta’ immobiliari (fabbricati, attivita’ economiche e terreni), 23 rapporti bancari e postali e 12 tra autovetture e motocicli”. Al sequestro si e’ arrivati attraverso “accertamenti patrimoniali” a carico di Schettino e dei suoi familiari eseguiti dalle fiamme gialle. Le indagini “hanno evidenziato come, a fronte di redditi dichiarati di modesta entita’ (neppure sufficienti a soddisfare in pieno le primarie esigenze),l’intero nucleo familiari avesse accumulato beni e disponibilita’ sproporzionate ed ingiustificabili”. Secondo la Direzione distrettuale antimafia “e’ stato vanificato lo scopo ultimo della stessa attivita’ criminosa svolta dal sodalizio criminale (quello di accumulare ricchezze)”; inoltre, “e’ stata colpita la dimostrazione, l’ostentazione sul territorio della forza e del potere dell’organizzazione mafiosa riaffermandosi cosi’, nei confronti di tutti, il rispetto del principio di legalita’ garantito dallo Stato”.

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