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Suicidio ex generale Conti, esce allo scoperto il telefonista anonimo

Sarebbe stato il risentimento a spingere un dirigente della Total ad effettuare la telefonata ad un quotidiano abruzzese per avvisare che, “a causa di contrasti con l’amministratore delegato Francois Rafin”, l’ex generale Guido Conti, aveva lasciato il suo incarico presso la compagnia petrolifera francese come responsabile della sicurezza nel giacimento lucano di Tempa Rossa. Il telefonista aveva deciso di rivelare la propria identità agli investigatori (che già lo avevano ascoltato come persona informata dei fatti dopo la scoperta del cadavere di Conti) dopo essersi reso conto dell’incredibile risalto dato dai media a quella conversazione telefonica effettuata il 17 novembre, quando il generale risultava solo scomparso, con l’aiuto di una App per modificare la voce. A spiegarlo è lo stesso dirigente Total, sempre ad un quotidiano nazionale. Si è trattato di un “gesto impulsivo” ha spiegato ai giornalisti, dettato dal risentimento nei confronti della sua stessa società che si era lasciata sfuggire un uomo come Conti. Con l’ex generale il dirigente aveva scambiato qualche parola, “mi ero perfettamente reso conto che era molto turbato- racconta l’uomo- anche se non mi ha mai riferito e non ho mai compreso per quale motivo”. Forse, ipotizza il dirigente Total, Conti “aveva una percezione del suo ruolo differente da quello che poi in realtà sarebbe stato”. Intanto le indagini della Procura di Sulmona, che ha aperto un fascicolo per “istigazione al suicidio” vanno avanti, assieme al lavoro dei periti informatici sul computer di Conti sul quale gran parte dei dati sono stati “sovrascritti”, su richiesta dello stesso ex generale qualche giorno prima della sua morte, nel tentativo di renderli irrecuperabili.

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