Cronaca

Tra Puglia e Basilicata, reati contro la Pubblica Amministrazione: 12 arresti

in manette anche il maxi-consulente potentino Giuseppe Velluzzi

C’è anche il potentino Giuseppe Velluzzi tra le persone arrestate all’alba in vari centri delle province di Brindisi, Bari e Potenza, nel corso di un’operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Brindisi nei confronti di amministratori pubblici e dirigenti di uffici tecnici comunali accusati di appalti su misura, assunzioni  chieste dai politici ai privati, favori e mazzette. E c’è perfino  l’ombra dei favori sessuali e di finanziamenti illeciti alle  liste civiche nelle elezioni comunali. Il tutto nel settore dei  rifiuti. In tutto dodici  le persone finite in manette, due in  carcere e dieci ai domiciliari, in esecuzione di un’ordinanza di  custodia cautelare eseguita dai carabinieri. Quattro di queste  sono amministratori pubblici, due sindaci del Brindisino (Villa  Castelli e Torchiarolo) e due vicesindaci, uno sempre del  Brindisino e l’altro di Poggiorsini, nel Barese. Si tratta dei  sindaci di Torchiarolo e di Villa Castelli, Nicola Serinelli, e  Vitantonio Caliandro, del Brindisino, entrambi di 66 anni, e di  due vicesindaci, uno di Poggiorsini (Bari), Giovanbattista  Selvaggi, di 56 anni, e l’altro di Torchiarolo, Maurizio  Nicolardi, di 51 anni, tutti e quattro eletti dopo essersi  presentati in liste civiche. I due sindaci, cosi’ come previsto  in caso di arresto, sono stati sospesi dalla Prefettura.  Le accuse a vario titolo contestate sono l’associazione per  delinquere finalizzata a diversi episodi corruttivi, il falso,  la truffa, il finanziamento illecito ai partiti e perfino lo  sfruttamento della prostituzione.  Al centro delle indagini, una azienda che si occupa di  raccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbani, la Reteservizi  Srl, con sede a Carovigno (Brindisi), riconducibile secondo  l’accusa a due imprenditori finiti in carcere: Pasquale Leobilla  e Angelo Pecere. Gli imprenditori avrebbero pagato somme in  denaro, dai 3mila ai 5mila euro, avrebbero promesso o dato altre  utilita’ agli amministratori o ai funzionari comunali per avere  in cambio la possibilita’ di aggiudicarsi appalti in tutta la  Puglia: nei Comuni di Isole Tremiti e Biccari, nel Foggiano, a  Torchiarolo e Villa Castelli nel Brindisino, a Poggiorsini, nel  Barese, con l’intento di riuscirci anche nella provincia di  Lecce. Avrebbero garantito in cambio non solo denaro ma anche  assunzioni, cosi’ come indicato dai politici. Da sindaci in  carica e, per quel che riguarda Torchiarolo, anche dall’ex  sindaco Giovanni Del Coco, per cui erano stati chiesti i  domiciliari e che e’ rimasto a piede libero.  Gli imprenditori avrebbero foraggiato le campagne elettorali,  in taluni casi senza badare agli schieramenti, cercando di  ingraziarsi tutte le parti in causa. Uno di essi avrebbe anche  garantito vitto, alloggio e residenza a una prostituta romena,  ‘offerta’ – secondo l’impostazione della procura e a quanto  emerso dagli accertamenti dei carabinieri – a persone vicine  allo stesso Leobilla e al maxi-consulente Giuseppe Velluzzi, tecnico che ha collaborato con diverse amministrazioni  comunali della Puglia nell’ambito del settore rifiuti e che  sarebbe stato in grado di agevolare la Reteservizi  nell’ottenimento di appalti e di finanziamenti pubblici. Velluzzi e’ stato posto ai domiciliari.

Ti potrebbe interessare..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche questo
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi