Al via questa mattina, in tribunale a Potenza, il processo che vede imputate 47 persone e dieci società, tra cui l’Eni, nell’ambito dell’inchiesta della Procura del capoluogo lucano sulle estrazioni petrolifere in Basilicata: dopo l’appello e la verifica delle parti civili e delle parti lese, quasi circa 500 in totale, comprese le nuove richieste di costituzione, l’udienza è stata rinviata al prossimo 6 dicembre. Due i filoni di inchiesta sui quali si era concentrato il lavoro dei pm Francesco Basentini e Laura Triassi: il primo riguarda il presunto traffico illecito di rifiuti dal Cova di Viggiano all’impianto Tecnoparco di Pisticci, l’altro, invece, quello Tempa Rossa, e vede sotto accusa l’ipotetico sistema di scambio tra assunzioni e autorizzazioni da parte dell’amministrazione guidata dall’allora sindaco Rosaria Vicino. In questa inchiesta rimase coinvolta anche l’ex ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, e l’allora suo compagno, Gianluca Gemelli, accusato di aver utilizzato la sua rete di relazioni tra imprenditori e politici per stoccare il petrolio di Corleto Perticara in Sicilia. Questo filone è stato trasferito a Roma e per gli indagati è stata poi disposta l’archiviazione. All’esterno del Tribunale i rappresentanti di alcune associazioni ambientaliste e del M5s hanno organizzato un presidio per chiedere “verità e giustizia sulla vicenda petrolio in Basilicata”.
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