“La ‘ndrangheta oggi e’ molto piu’ pericolosa di ieri perche’ inquina l’economia e le ricchezze del nostro Paese riuscendo a costituire un sistema che impedisce di riconoscerla e questo fa si’ che essa sia presente in tantissimi settori senza che ci si accorga della sua diffusione”. E’ il messaggio lanciato ieri sera a Matera dalla Festa del quotidiano Avvenire dal Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho nel corso di una tavola rotonda sul tema “Giovani, lavoro e legalita’: le sfide per lo sviluppo del Mezzogiorno”, insieme al segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, al giornalista e scrittore Paolo Borrometi e al segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Stefano Russo. Il procuratore ha aggiunto che “ogni volta sono necessarie indagini che si sviluppano per anni con intercettazioni ambientali, telematiche, la lettura di elementi che apparentemente sembrano neutri ma che solo una lettura composita riesce a dare una lettura effettiva. Ecco oggi la ‘ndrangheta riesce a nascondersi dietro schermi costituiti da quella che quella che io chiamo la borghesia ‘ndranghestista fatta di laureati, professionisti, soggetti disposti a creare interfacce che impediscono di risalire al soggetto ‘ndranghestista vero e proprio”.

De Raho ha detto inoltre che sono circa trenta i miliardi annui di profitto che la ‘ndrangheta ottiene dal traffico di stupefacenti e che viene reinvestito in attivita’ economiche, chiedendosi quindi “quale imprenditore sano potrebbe mai essere capace di competere con un soggetto che tira dal pozzo denaro senza costi aggiuntivi avvalendosi dell’intimidazione propria dell’organizzazione mafiosa che gli sta alle spalle? Se lo Stato non interviene il soggetto ‘ndranghetista diventa un soggetto economico che non ha concorrenti”. Borrometi, riferendosi alla sua esperienza e della sua terra, ha detto di aver difeso il sogno del collega e conterraneo Giovanni Spampinato. “Come tanti giornalisti – ha spiegato – ha mostrato la voglia di non arrendersi. La cosa piu’ bella e’ quella di
lottare per quel sogno, per informare i cittadini e per indicare da che parte stare”. Secondo Furlan, “il lavoro e’ l’antidoto piu’ forte contro la illegalita’. Senza la legalita’ c’e’ sfruttamento, ricatto disperazione. La centralita’ del lavoro e’ il modello sociale di partecipazione e democrazia e su questo si puo’ lavorare




