Cronaca

Avvenire: protagonista l’ex Presidente della Commissione europea, Romano Prodi

“La necessita’ di Europa comincia a essere piu’ sentita”. Lo ha detto ieri sera a Matera l’ex Presidente della Commissione europea e del Consiglio dei
ministri, Romano Prodi, nel corso della tavola rotonda sul tema “Il futuro dell’Europa tra America e Asia”, organizzata in occasione della festa nazionale del quotidiano cattolico “Avvenire”. Oltre a Prodi, al confronto hanno partecipato il direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio, il vescovo della diocesi di Tursi-Lagonegro, monsignor Vincenzo Orofino, e il presidente della Fondazione “Matera-Basilicata 2019” Salvatore Adduce.
“Questa necessita’ – ha spiegato Prodi – e’ sentita per due disgrazie: la Brexit e Trump. Le ultime elezioni europee sarebbero dovute essere vittoriose per i partiti antieuropei. Non hanno fatto nulla, tranne che in Italia. Avremo un
Parlamento in cui chiaramente i partiti tradizionali hanno perso dei voti, che sono andati a partiti come liberali e verdi che sono piu’ europei. Quindi avremo un Parlamento che e’ fortemente europeo. Ma la rinascita dello spirito europeo deriva da alcuni fatti: primo, l’ascesa cinese. Il mondo sta che cambiando in modo radicale e l’Italia da sola non potra’ far niente. In
secondo luogo nello scontro Stati Uniti e Cina c’e’ bisogno della saggezza ed esperienza europea. Lo scontro tra questi due giganti ha eliminato l’Europa, che e’ divisa. Ci sara’ un incontro tra i presidenti Trump e Xi. Tutti stanno parlando di questo. Ma l’Europa non esiste. E’ la mancanza di Europa che ci emargina”. Prodi ha espresso preoccupazione per la posizione americana
sull’Europa e fiducia perche’ possa ricomporsi questo rapporto.

“Siamo – ha aggiunto – ancora la prima potenza industriale e primo esportatore nel mondo. Poi e’ arrivato Trump per cui l’Europa e’ un nemico, un concorrente. E siamo all’assurdo. Quando Trump insulta la cancelliera tedesca noi ci sentiamo insultati, anche se non siamo tedeschi. Questo e’ pericolosissimo perche’ il sano e costruttivo rapporto tra Stati Uniti ed Europa ha garantito finora la pace. Questo aspetto sta ricostituendo la
necessita’ di Europa. Molti europei dicono sono abituati all’ombrello americano. E tra gli americani i piu’ filo europei sono i militari, perche’ capiscono che sarebbe una rottura dannosa. C’e’ una presidenza, invece, che si stacca dall’Europa. E allora di fronte a questo quadro la necessita’ di Europa diviene sempre piu’ forte”. I lavori si sono conclusi, su sollecitazione del direttore di “Avvenire”, con l’indicazione delle possibili “parole nuove per l’Europa: fraternita’, solidarieta’, apertura e giustizia”. 

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