Un falso invalido che si era presentato dal medico su una sedia a rotelle per chiedere l’indennità di accompagnamento salvo poi guarire “miracolosamente” quando tornava a casa e al punto da andare a zappare l’orto, oppure il falso cieco che giocava a carte e quello che affetto da grave patologia depressiva si esibiva regolarmente come cantante folk. Sono alcune delle circa 40 presunte truffe emerse nell’ambito dell’inchiesta, denominata “Il canto delle sirene”, coordinata dalla Procura di Potenza che ha portato all’arresto di cinque persone, poste ai domiciliari. Si tratta di Carmela Abate, Francesco Di Giovanni, Antonio Covella, Umberto Sica, Annina Di Giacomo. Per una sesta persona, invece, Aurora Leone De Magistris, è stato notificato il provvedimento di interdizione dai pubblici uffici. In totale una quarantina le persone indagate a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa all’Inps per conseguire indebitamente pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento. Le indagini, coordinate dalla Procura di Potenza e condotte dalla Squadra Mobile della locale Questura, nel corso di un anno e mezzo di indagini partite nel 2016, hanno portato alla luce un “sodalizio criminale composto da faccendieri, medici e avvocati potentini finalizzato al compimento di truffe seriali ai danni dell’Inps che hanno causato all’ente un danno di circa 200 mila euro”. Le indagini, particolarmente complesse, sono state svolte anche con intercettazioni ambientali, telefoniche e con l’osservazione degli indagati con la contemporanea ripresa video dei “falsi invalidi”.
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