Cronaca

Il Covid e la voglia di ripartire

“Mi occupo sia di attività sportiva sia di recupero muscolare sia di ginnastica posturale legata a patologie osteo-articolari. – spiega Vincenzo – Sono partito da un piccolo studio di 40 metri quadri, a Bernalda, dove svolgevo le attività seguendo una sola persona per volta. Dopo un paio di anni mi sono spostato in un centro un po’ più grande, di cento metri quadri, fino ad arrivare grazie all’aiuto e alla collaborazione della mie sorelle, Beatrice e Lorenza, a creare Bee Fire”. Una palestra che è un piccolo gioiello del benessere: 350 metri quadri nei quali è possibile praticare attività sportiva, motoria e trattamenti (ad esempio massaggi che, legati all’attività motoria, possono accelerare il processo di dimagrimento e/o tonificazione). Per Vincenzo, Bee Fire è un sogno che si realizza, è il coronamento di tanti sacrifici, un traguardo prezioso finalmente raggiunto. Il Covid, però, ha infranto tutto: “La pandemia ci ha distrutto completamente, ci ha spezzato le gambe – confida – Dopo i primi tre mesi di lockdown abbiamo messo in sicurezza la nostra palestra creando spazi per ogni singolo cliente, creando delle aree per sanificare sia le mani sia l’attrezzatura, abbiamo limitato il numero di persone che potevano accedere ogni ora: non è servito a niente, non abbiamo potuto continuare l’attività perché hanno disposto le chiusure e abbiamo perso tantissimo. Abbiamo anche provato con lezioni online, hanno avuto un successo enorme ma è difficile accontentare tutti”.

Una laurea in Scienze motorie, la specializzazione in Kinesiologia, l’intraprendenza e il desiderio di fare della propria passione un lavoro. Arriva da Bernalda la storia di Vincenzo Paradiso, titolare del centro fitness e wellness Bee Fire, una delle tante attività che ormai da tempo sono chiuse dai decreti emanati per la pandemia. Oggi, anche per il centro Bee Fire, serrande abbassate e ancora nessuno spiraglio: “Noi – conclude Vincenzo – cercheremo sempre di andare avanti, è normale che la nostra vita è cambiata. Occupo il mio tempo diversamente. Mi dedico di più alla famiglia e al mio cane ma spero di ritornare il prima possibile alla normalità. Combatto per il nostro diritto a lavorare con le giuste attenzioni. Lo spero per tutte le attività, non solo nell’ambito della mia palestra”.

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