Cronaca

Tribunale di Matera: assolto Gianni Fabbris di Altragricoltura ed altre 14 persone

Erano accusati di rapina ed estorsione aggravata, violenza privata e resistenza

Si è chiuso con un’assoluzione piena, perché il fatto non costituisce reato, il processo che si è svolto in  tribunale a Matera e che ha visto  imputati Gianni Fabbris, coordinatore nazionale di Altragricoltura, ed altri 14 contadini del movimento. La sentenza arriva dopo  oltre due anni e circa dieci udienze.  I fatti risalgono al 2014 quando la Procura della Repubblica di Matera, guidata da  Celestina Gravina, chiese l’arresto del rappresentante sindacale per la sua attività di difesa di una delle aziende agricole del metapontino vendute all’asta. In particolare  la Procura di Matera accusò Fabbris (in complicità con gli altri) di una serie di reati gravissimi fra cui quelli della rapina aggravata, dell’estorsione aggravata, della violenza privata e della resistenza. Le accuse erano state notificate a Fabbris al termine di una conferenza stampa tenuta nella sala parrocchiale di Rione Agna a Matera da agenti che eseguirono la perquisizione nell’abitazione del dirigente sindacale e del titolare dell’azienda agricola alla ricerca di documenti compromettenti e Fabbris fu sottoposto al provvedimento dell’obbligo di dimora.”Il merito di questo collegio giudicante, e per dire la verità anche del pubblico ministero – ha commentato Fabbris –  è stato quello di ricondurre la questione alla sua sostanza ed ai fatti spogliandola di fantasiose ricostruzioni e pretestuosi teoremi. Sul merito si è espresso e la sentenza parla chiaro. Dichiarando che ‘il fatto non costituisce reato’ ha sentenziato che non ci sono state condotte illegali e che condurre attività sindacali non è, dunque, un reato. Abbiamo speso due anni, una grande quantità di denaro pubblico, risorse umane e tecniche  per una vicenda che è partita dall’iniziativa di una procuratrice della repubblica successivamente trasferita con provvedimento disciplinare dal consiglio superiore della magistratura. In questi due anni, purtroppo, le condizioni del metapontino sono rimaste le stesse, la crisi delle aziende morde ancora, i rischi dell’intreccio fra la crisi economica e crisi sociale corre il rischio di diventare esplosiva.”

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