Politica

Congresso PD Basilicata, per Fronte Democratico servono “regole condivise”

La corrente del pd sta valutando se partecipare o meno al congresso regionale

E’ ancora caos nel Pd di Basilicata che nelle prossime settimane si appresta a celebrare il congresso regionale. Un congresso che  “Fronte democratico” lucano – la corrente del  Pd che fa riferimento a Michele Emiliano, e in Basilicata al  consigliere regionale Piero Lacorazza – chiede che sia “vero, democratico e partecipato, senza le forzature  sui tempi messe in campo in queste settimane”, da organizzare e  svolgere con un lasso temporale di tre mesi (rispetto a una data  “ufficiosamente” prevista a fine novembre) e con un “calendario”  che permetta il coinvolgimento reale dei circoli e della base. In caso contrario “Fronte Democartico” non ha escluso la non partecipazione  al congresso stesso, e di ricorrere “al  giudice ordinario”, se i tempi dovessero essere quelli  attualmente previsti. La posizione è  stata illustrata a Potenza, dalla portavoce e dalla coordinatrice regionale di “Fronte democratico”, Vittoria  Purtusiello e Pasquina Bona, e da uno dei componenti della  commissione regionale di garanzia, Tommaso Samela. La corrente  ha deciso di abbandonare l’ultima riunione della commissione di  garanzia, che lo scorso lunedi’ avrebbe approvato il regolamento  e le date di svolgimento del congresso (il Pd e’ senza vertice da  dicembre 2015, quando mori’ per un malore il segretario Antonio  Luongo). Un’assise organizzata in questo modo, con date troppo  ravvicinate, “rappresenta una forzatura, con scelte che ci  sembrano un editto o una cartella di Equitalia”, e non permette  il coinvolgimento della base e dei circoli, “molti dei quali, in Basilicata, sono fermi da 18 mesi”.  Per questo motivo “Fronte democratico” – che da tempo chiede  spinge per avere un confronto democratico nell’assemblea – ha  proposto un “calendario” di mediazione, con congressi di circolo  e provinciali da tenere entro la fine dell’anno, per poi avere  la presentazione delle liste il 30 dicembre e le primarie aperte  il 28 gennaio 2018. Questo “aiuterebbe un Pd che vive un momento  storico difficile”, hanno aggiunto, ma non si tratta di un “aut  aut”, foriero di nuove spaccature: “Emiliano ci sostiene – hanno  detto Purtusiello e Bona – ma per noi il Pd e’ uno e vogliamo  migliorarlo, non affondarlo”. La corrente ha presentato un  ricorso alla commissione nazionale di garanzia, ma se nulla  cambia “non escludiamo un ricorso al giudice ordinario e la non  partecipazione al congresso”, hanno precisato i rappresentanti  del “Fronte”.  Altro punto “caldo” e’ quello delle candidature: un congresso  con un solo candidato – ovvero il consigliere regionale Mario  Polese, di area renziana, in quanto l’altra candidatura, quella  del consigliere regionale Vito Santarsiero, attualmente sembra  in bilico anche per le questioni legate alle date – “non sarebbe  un congresso democratico”, quindi “rivolgiamo un appello ai  parlamentari del Pd, al governatore lucano Marcello Pittella e  ai consiglieri regionali per il sostegno alla nostra proposta:  un congresso fatto in questo modo – hanno concluso – e’ una  mortificante forzatura anche per i candidati stessi”.

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